Comune di Jelsi
Piazza Umberto I, 40 - 86015 Jelsi (CB)
Tel. 0874710134 - Fax 0874710539

» Contatti

» Provincia di Campobasso
» Regione Molise
» Governo Italiano
» Unione del Tappino


Lettura ACQUA

Arti e monumenti
Palazzo Ducale
Palazzo Valiante
Convento di S. Maria delle Grazie
Cappella della SS. Annunziata
Chiesa di Sant'Andrea Apostolo
Cappella Capozio
La Fontana Monumentale
Il Palazzo Civico
Casa Pinabello
Il Monumento ai Caduti
Le Fosse di Civitavecchia
Progetto Scavi Archeologici località Civitavecchia-Jelsi
Informazioni
Sindaco
Codice ISTAT
Cod. Catasto
Cod. Fiscale
Abitanti
Densità
Superficie
Altitudine
Nome abitanti
Santo Patrono
Festa Patron.
Salvatore D'Amico
070030
E381
00172780702
1.861
65 abitanti/km²
28,50 km²
580 m s.l.m.
Jelsesi
Sant'Andrea
30 novembre
In evidenza
Tutto Trasporti Molise
Jelsi su MeteoMolise
Progetto VotivA+
Mappa
mappa jelsi
Vista stradale
pec jelsi trasparenza valutazione e merito
Rubrica
Scuole
Carabinieri
Vigili Urbani
Vigili del fuoco
Farmacie
Guardia medica
Dove mangiare
Dove dormire
Collegamenti
Unione dei Comuni del Tappino
Comunità Montana del Fortore Molisano
Gazzetta Ufficiale
Strumenti
Stampa pagina
Bookmark & share
RSS Feed

Home  »  Cultura  »  Arti e monumenti

Palazzo Ducale

Maestoso sull'abitato jelsese si erge il palazzo ducale, linea di confine tra l'antico e il moderno e allo stesso tempo porta di passaggio tra il "vecchio" e il "nuovo" Jelsi.

Coincide in parte con quelle che erano le mura fortificate del vecchio borgo medievale visibili ancora oggi in pochi punti del centro storico.

L'edificio si affaccia interamente sul largo Chiesa Madre dal 1838 data in cui questa fu creata sottraendo all'urbanistica del centro storico delle piccole stradine interne, mentre esternamente, alle sue origini, vedeva ai piedi il fossato che lo divideva da Piana S.Biagio (attuale Piazza Umberto I), lungo la facciata esterna è presente la porta principale, anticamente fornita di ponte levatoio, che permette l'ingresso nel borgo antico e al palazzo.

Il Palazzo nel 1562 fu registrato insieme alle altre abitazioni di Jelsi nella "Numerazione dei Fuochi" (antico censimento dei nuclei familiari e delle relative abitazione), al numero 169 di questa si può leggere:
"Casa grande con torre bene adatta ad abitazione di molti vani con camini e focolari, che dicono essere posseduta dal barone della terra".

Ma chi sono stati i baroni della nostra terra e quindi gli inquilini della "casa grande"?

Il primo documento riguardante Jelsi come territorio indipendente e non unito ad altri agri risale al 1249 ed elenca i suoi confini.

Da un diploma del 6 marzo 1270 si apprende, invece, che Jelsi e il vicino territorio di Gildone furono riuniti sotto uno stesso feudo e assegnati a Bertrando di Beaumont.

Il nome di Bertrando ricorre ancora in atto del 1294: l'atto attesta a Bertrando un risarcimento (120 once), per i danni causati al feudo da un evento sismico.

L'estinzione del casato di Beaumont fu segnata dalla morte di Bertrando nel 1334 e il feudo di Jelsi, dopo il matrimonio di Bertranda con Barrasio Barras, passò alla famiglia Barras fino al 1477.

Le fonti scritte citate, se non quella del 1562, non fanno menzione del castello, per dare quindi una data, se pure approssimativa al castello, dobbiamo scendere nella cripta del palazzo scoperta del 1947.

Qui infatti è custodito il sepolcro attribuito alla famiglia Beaumont, sul quale è scolpito uno scudo che ricorda la nobile famiglia.

A sinistra dello stemma è dipinto il volto di Bertranda Beaumont; a destra doveva essere raffigurato il consorte, Barrasio Barras, che poi probabilmente fu seppellito altrove.

Quasi sicuramente i dipinti furono commissionati dalla famiglia Beaumont, che utilizzò il luogo, come detto, per la sepoltura dei suoi familiari.

Tali ritrovamenti inquadrano la nascita del Castello Angioino nel XIII sec.

Il Palazzo che possiamo ammirare oggi, invece, risale al 1517 e fu eretto da Giovanni Pinabello sulle rovine del precedente castello di cui ancora oggi si hanno testimonianze nei primi piani e negli scantinati.


L'8 febbraio 1477 il feudo di Jelsi fu comprato da Alberico Carafa.

I Carafa tennero il feudo fino al 1586 data in cui passò, per problemi economici, a Nicolò Pavesio e poi successivamente tornò nel 1606 ai Carafa.

Il XVII secolo fu un secolo molto travagliato per Jelsi, che tra il 1656 e 1657 dovette lottare contro la peste.

Dopo l'epidemia, il paese subì nel 1672 l'attacco dei briganti di Cesare Riccardo: questi, alleatosi con una famiglia di Jelsi, intenzionata a vendicarsi dei Carafa, operò saccheggi e distruzioni.

Il Palazzo rimasto proprietà dei Carafa viene venduto nel 1957 dalla duchessa Maddalena Carafa alla famiglia D'Amico.

Dal 1870 al 1973 è sede della caserma dell'arma dei Carabinieri, i quali non hanno bisogno di riadattare le prigioni in quanto ancora prima nelle segrete vi erano le carceri medievali fornite, inoltre, degli "optional" del tempo come ad esempio la gogna.

Nel prospetto del palazzo che affaccia in "Largo Chiesa Madre" al di sopra di un balcone del secondo piano, in corrispondenza dell'ingresso è ancora presente uno scudo marmoreo datato al 1736 della famiglia Carafa che riporta il nome del Duca Francesco Carafa, l'edificio è stato recentemente restaurato ed ospita ora "La Dimora Storica" e la sede del MotoBykers Jelsi e Ferrari Club.

Michele Fratino