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La Festa del Grano in onore di Sant'Anna
Jelsi, la Festa del Grano, invito alla visita
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La Festa di Sant'Anna a Jelsi. Il miracolo dell'identita'
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La Traglia: Il Grande Carro del Grano.
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Home  »  Cultura  »  La Festa del Grano in onore di Sant'Anna

La Traglia: Il Grande Carro del Grano.


Elemento centrale della Festa del Grano, è la Traglia.
Etimologia: tréggia dal latino TRAHEA,TRAHA = carro senza ruote per trebbiare le biade, e questo da TRAHERE (tirare)

La TRAGLIA (treggia) è un arcaico carro senza ruote che scivola su due pattini di legno, detti “soglia”, uniti da due assi su cui poggiano trasversalmente tre tavole fermate da sei legni che, oltre a tenere uniti i due pezzi striscianti, formano anche il piano di carico. Agli estremi di questi pattini di legno striscianti è collegata una delle due parti di un ramo di albero fatto a forcella detto "Tragliona", sul quale viene attaccato il gioco che verrà posto sul colle dei buoi.
Sia sull'asse anteriore che su quello posteriore partono due catinelle verso l'alto che si uniscono ad un palo centrale. Il legno usato per la realizzazione della traglia è il legno di quercia, adatto , per robustezza, al trasporto pesante.
La traglia veniva trainato da buoi per il trasporto in campagna.

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La traglia serve esclusivamente per i trasporti nell'ambito dei terreni delle campagne della masseria. E', senza dubbio, un veicolo che trova origini antichissime, se non addirittura preistoriche.
Aratri e veicoli senza ruote compaiono in rappresentazioni artistiche o in esemplari conservati soltanto a partire dal tardo Neolitico e Calcolitico in forme del tutto elementari: l'aratro come semplice uncino in un solo pezzo, ed il traino a forma di "Y" o di "A".
La traglia di Sant'Anna, appartiene al gruppo di traini a "Y".
Semplici veicoli ad "Y" formati da un unico tronco d'albero biforcuto si trovano distribuiti nelle zone piùdisparate dell'Eurasia ed anche in parti dell'Africa, una distribuzione così vasta mostra senz'altro una radicata antichità. Veicoli ad "Y" sono presenti in Armenia, nelle incisioni rupestri delle Alpi Marittime e nella penisola iberica.

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La slitta italiana, con la sua vasta diffusione, prende vari nomi nelle diverse regioni: stráula in Sicilia, strágula in Calabria, Traglia nel Molise e nelle Puglie, Tráya e Tréya nel Lazio, Umbria meridionale e parte delle Marche, Tragín e Trégia dalle Marche fino alla provincia di Modena e quindi Lésa in tutta l'Italia settentrionale.
Le traglie, per la Festa del Grano di Jelsi, sono elemento principale e di grande attrazione.
Colme di covoni hanno bisogno di una o due "pariglie" di buoi, affinché il grano da trasportare, offerto alla santa, possa raggiungere "l'Aia di Sant'Anna" , nei pressi della Casa Cantoniera,, dove la maggior parte dei carri depositerà il grano, che, opportunamente lavorato, verrà venduto per provvedere alle necessità della festa dell'anno successivo. Notevoli anche le piccole traglie preparate dai bambini.
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Dietro l'offerta del grano è simboleggiata la sudata fertilità dei terreni, la fatica dell'uomo che vive dei prodotti della terra, la trepidazione per le avversità climatiche che potrebbero vanificare il raccolto.
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Nel tempo le traglie hanno assunto elementi artistici notevoli; dalle semplici decorazioni, che ne ricalcano quelle in uso nei tempi passati, a quelle di gran pregio artistico, con elementi decorativi di grano lavorato nei minimi particolari.
La maggior parte delle traglie elaborano intrecci che rappresentano figure prestabilite, tra le quali si ripetono quelle femminili come la nicchia che contiene una bambola, simbolo della fecondità, la conocchia, simbolo del lavoro domestico, la pelomme edicola votiva con Sant'Anna e Maria bambina, i ciondiligli, mazzetti di paglia di varie dimensioni legati e sospesi a qualunque sostegno.
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Quelle più recenti hanno elementi artistici di ispirazione religiosa o agreste.

Ogni traglia vede al proprio fianco l'autore o gli autori della stessa e di tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione.

Ultima, a chiudere la sfida delle spighe, ma da qualche anno apre il corteo di carri, avvinghiata in una molteplicità di varietà di spighe di grano, il carro che trasporta la statua di Sant'Anna con la piccola Maria, adornata di tutti i suoi ori e circondata da ragazze in costume tradizionale (trasportatrici) che portano covoni di grano.
Nel corso degli anni, la costruzione del carro di Sant'Anna è stato oggetto di una gara artistica di alto livello fra le molteplici e varie valenze locali; chiunque si sia cimentato alla sua progettazione , definizione e realizzazione ne ha colto il significato più profondo e devozionale, riportando in arte del grano i sentimenti di venerazione e adorazione. Simbologie in un tripudio di spighe e di rispetto religioso.
La devozione dei fedeli si ravviva al suo passaggio; al tempo stesso pane benedetto viene distribuito da mani di donne che, nottetempo, lo hanno devotamente preparato.

(ultima revisione: 14/7/2007)