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Ricordando Falcone: 19 anni fa' la strage di Capaci

"Lungo l’autostrada che da Punta Raisi porta a Palermo, all’altezza dello svincolo per Capaci, esplode una carica di 500 Kg di tritolo al momento del passaggio del giudice Falcone e della scorta. La prima vettura del corteo viene completamente investita dall’esplosione.
Gli agenti di scorta Antonino Montinaro, Vito Schifani, Rocco Di Cillo vengono uccisi sul colpo.
Sulla seconda vettura del corteo viaggiano Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e l’agente di scorta Giuseppe Costanza. Francesca Morvillo muore pochi ore dopo a causa delle gravi lesioni interne riportate, stessa sorte per Giovanni Falcone che spira tra le braccia di Paolo Borsellino."

Il Comune di Jelsi ricorda il 19° anniversario della morte del giudice Giovanni Falcone, della moglie e degli uomini della scorta che furono annientati, alle ore 17 e 56 in quella orribile strage di Capaci il 23 maggio 1992.

Le idee e gli ideali dell'uomo e del magistrato Falcone, a distanza di 19 anni dalla scomparsa, appaiono sempre più attuali e presenti , in questa nostra realtà quotidiana.
L'alto ideale di giustizia , da vero e semplice servitore dello stato, la sua dedizione incondizionata alla difesa della legalità , hanno fatto di Falcone un punto di riferimento, un pilastro essenziale, la base fondamentale per chiunque abbia a cuore le sorti di giustizia e legalità.

Il profilo umano e professionale di Giovanni Falcone viene ricostruito magistralmente da Francesco La Licata, giornalista esperto di storia della mafia e inviato de "la Stampa" ma sopratutto amico del magistrato, nel libro a lui dedicato nel 1993, al quale hanno contribuito le sorelle del magistrato:

"Chi era Giovanni Falcone? Era davvero questo «mostro» descritto dai giornali, il «marziano» che la semplice condizione di giudice blindato, mischiata alla facile retorica dei cronisti, consegnava all'immaginario collettivo di un Paese forse traviato dall'eccesso di rampantismo selvaggio? Certo, appariva impensabile per i furbi di sempre, per quelli allenati a vivere nella «palude» palermitana, che la grandezza di un uomo come Falcone alla fine potesse consistere quasi esclusivamente nella sua volontà di ferro, nella grande capacità di lavoro, nella straordinaria preparazione professionale affinata in anni ed anni di studio ed esperienza. No, Giovanni non era un Superman, nessuna dote divina lo aveva baciato. Era un uomo normale coi suoi pregi e i suoi difetti, con le sue euforie e le sue depressioni. Gli piaceva vincere, questo si. Era allenato alla lotta. La sua qualità più evidente? Forse la capacità di soffrire, di sopportare molto più degli altri senza arrendersi mai. Non amava le velleità, era molto realista...Sì, era davvero un uomo normale. Appariva eccezionale, certamente. Ma solo perché si discostava dal modello di magistrato che il palazzo di giustizia di Palermo aveva prodotto e mantenuto fino all'inizio degli anni Ottanta.
Parrucconi simili a sepolcri imbiancati, chini a leggere carte di cui nulla sapevano, capivano o volevano capire. Sentinelle di un potere che corrompeva anche le coscienze, distratti contabili di una giustizia amministrata con le alchimie dei potentati economici e politici".

La figura di Giovanni Falcone rappresenta un emblema fondamentale nella lotta alla mafia e più in generale nella storia della Repubblica Italiana; un esempio di straordinaria dedizione alla istituzioni.
La Corte Suprema degli Stati Uniti, massimo organo giurisdizionale USA, ricorda il 29 ottobre 2009 Giovanni Falcone in una seduta solenne quale "martire della causa della giustizia"

Nel 1994 Louis Freeh, in qualità di direttore dell'FBI, responsabile della sicurezza degli ultimi Mondiali di calcio in Sudafrica, per la singolare ammirazione che ebbe per Falcone, volle inaugurare il busto del magistrato ucciso a Capaci a Quantico, in Virginia, alla scuola dell’Fbi, in mezzo all’aiuola di fronte alle aule, affinché gli allievi ogni mattina potessero, prima di entrare, onorarne la memoria e ricordarne il merito. Freeh, di origine italiana, dedicò a Falcone la cittadinanza Italiana ricevuta nell'ottobre 2009.


"Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni.
Questa è la base di tutta la moralità umana."

(J. F. Kennedy - citazione che Giovanni Falcone amava riferire)
pdfFALCONE BIOGRAFIA (profilo tratto dal sito della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone)
Data: 22/05/2011
pdfGiovanni FALCONE : cent'anni di solitudine, di Mario Pirani 26 5 1992
Data: 22/05/2011

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